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L'Altare Maggiore

L’altare è stato costruito in stile neo-gotico nel 1884. Venne spostato sotto la cupola durante i lavori novecenteschi, riutilizzando la maggior parte del materiale del vecchio altare. Nel 1920 il Prof. Giuseppe Smerrini di Cortona eseguì tutte le decorazioni a finto mosaico in olio, dipingendo negli incassi trilobati le figure dei santi eugubini con l’indicazione in alto del nome. Con gli ultimi lavori per i centenari della Nascita (1985) della Canonizzazione (1992) e della Traslazione (1994), l’altare venne ricollocato nella sua posizione originaria per far più posto nella navata centrale e poter apportare tutte le modifiche necessarie per l’adattamento del presbiterio alla nuove norme liturgiche. Parti dell’altare e delle balaustre sono state utilizzate per allestire due altari laterali. Sopra l’altare è collocata l’urna di bronzo dorato contenente il Corpo incorrotto del Patrono. L’iniziativa di rinnovare l’urna fu presa nel 1860 per ricordare il settimo centenario della morte di Sant’Ubaldo31; su disegno del Conte Carlo Della Porta fu affidato l’incarico della realizzazione all’eugubino Nazzareno Lunani detto Levalassi, che la iniziò il 16 giugno 1862. Le otto statuine di bronzo, che fanno corona intorno al Corpo del Santo, sono opera dello scultore Ugolino Panichi di Ascoli Piceno che le realizzò nel 1866; esse rappresentano i Santi legati alla storia della Chiesa eugubina: San Giacomo, San Mariano, Santa Sperandia, San Francesco d’Assisi, San Rodolfo, Beato Villano, San Giovanni da Lodi, Beato Forte Gabrielli. Nel 1882 ancora l’urna non era terminata, allora gli eugubini, stanchi di attendere, raccolsero i denari necessari al pagamento del Lunani, e trasferirono l’urna dalla sua casa alla Chiesa di S. Maria dei Battilana, dove il sig. Gregorio Berardini di Roma, chiamato dal vescovo, provvide alla doratura dell’arca. Questa è stata restaurata dal Prof. Francesco Scalici nel periodo 31.12.1994 – 2.3.1996. Nella base dell’urna è incisa la seguente memoria: Ubaldo. civi. pontifici. patrono. que. cœlesti. senatus. p. q. iguvinus. sæculari. festo. anno. a. p. v. mdccclx. ex pecunia. publica. et privata. facere. cur. (A Ubaldo cittadino pontefice e patrono celeste il Senato e il popolo eugubino con il denaro pubblico e privato curarono di fare nel secolare gioioso anno del parto della Vergine 1860). La scritta ricorda l’anno 1860 perché in quella data fu decisa la nuova urna, ma il Corpo del Patrono vi fu trasferito nel 1886. Le pareti in cristallo permettono di vedere da ogni angolazione il Corpo incorrotto del Patrono. Negli anni 1975/77 si rese necessaria una ricognizione perché, su segnalazione dei Padri Francescani, custodi della Basilica di S. Ubaldo, le autorità civili e religiose di Gubbio si allarmarono sullo stato di conservazione del Sacro Corpo, che mostrava segni di deterioramento attribuito al calore prodotto dalla lampada che illuminava l’urna dall’interno.
Furono chiamati degli specialisti dei musei vaticani, che iniziarono le operazioni il 21 aprile 1975, proponendo una serie di accertamenti. Dagli esami radiografici si evidenziarono le fratture ossee subite da Sant’Ubaldo. Successivamente si procedette alla ricognizione vera e propria. Spogliato degli abiti pontificali, il corpo fu trovato intatto in ogni sua parte, sia nella pelle che nel tessuto osseo, e venne accertato che non vi era mai stato un intervento di conservazione. La verifica più significativa si ebbe con il calco della mano destra. Il mignolo era mancante di un lembo di tessuto, che risultava delle stesse dimensioni della reliquia gelosamente custodita nella Collegiata di Thann in Alsazia dal 1161 (v. appendice).
Per aprire l’urna occorrono due chiavi: quella del Vescovo e quella del Sindaco; sono le due autorità, religiosa e civile, che devono presenziare ogni apertura che, comunque, avviene solo in casi particolari, come la benedizione dei “berrettini” (v. appendice), un oggetto affettivo-devozionale a cui gli eugubini sono molto legati.

A fianco del presbiterio, sul pilastro di destra, è stata posta in una ancona lignea una copia dell’immagine della Madonna Greca32, proveniente dalla chiesa di San Maria in Porto di Ravenna, dove fu venerata anche da Sant’Ubaldo durante un suo soggiorno. Il Santo vi si fermò nel 1119 per circa tre mesi, per sperimentare personalmente la “regola portuense” di Pietro degli Onesti, da adottare poi per la comunità di San Mariano a Gubbio.

ORARIO DI APERTURA

Tutti i giorni dalle ore 8 alle ore 19.30

ORARI CELEBRAZIONI

Ss. Messe festive: ore 9- 11- 17.
Sabato: ore 17, con recita comunitaria del S. Rosario alle ore 16.30.
Giorni feriali, S. Messa ore 17, con i Vespri.
Alle ore 8.30: Ufficio delle Letture e Lodi.
Ore 12.45: Ora Media.