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Noi Canonici Regolari Lateranensi

Noi custodi della Basilica di S. Ubaldo, dove è custodito il suo corpo incorrotto in un’urna collocata sopra un artistico monumento sepolcrale, apparteniamo ad una antichissima Congregazione religiosa di diritto pontificio, composta prevalentemente da sacerdoti che emettono la professione con i tre voti solenni di povertà, castità e obbedienza
Non abbiamo un fondatore vero e proprio; siamo nati dalla Chiesa stessa, a partire dai primi secoli del cristianesimo. I nostri antenati sono i chierici che vivevano nelle cattedrali con i Vescovi, prendendo come modello l’esperienza di comunione di Gesù con i discepoli e seguendo l’esempio delle prime comunità apostoliche di Gerusalemme. 
Il nostro compito principale è sempre stato il servizio liturgico e la preghiera in coro. Inoltre, ci dedichiamo all’apostolato, specialmente in parrocchia, privilegiando la predicazione, le confessioni e la direzione spirituale.

La vita comune è il nostro carisma:
pregare insieme, condividere i beni materiali e spirituali e dedicarci – come comunità – al ministero sacerdotale per il Popolo di Dio.
Ci ispiriamo specialmente all’esperienza e alla dottrina di S. Agostino e professiamo la sua Regola che propone come ideale la carità fraterna. Siamo l’Ordine religioso più antico che, lungo i secoli, conobbe varie trasformazioni e fece germogliare tantissime Congregazioni simili.

Il nome che portiamo rivela la sintesi della nostra storia secolare.

  • Canonici: siamo chierici iscritti nell’elenco del Capitolo di una comunità. Le prime notizie di comunità canonicali risalgono al sec. VII.
  • Regolari: dopo il Sinodo Lateranense IV del 1059, grazie alla Riforma Gregoriana, alcuni monasteri di vita comune si costituirono in un Ordine detto di S. Agostino, in quanto professavano la sua Regola. Avevano la loro autonomia, guidati da Superiori maggiori ed erano distinti dai Canonici Diocesani, che dipendevano direttamente dai Vescovi locali.
  • Lateranensi: titolo assegnato alla Congregazione dei Canonici Regolari di Fregionaia di Lucca da Papa Eugenio IV nel 1446, in segno di riconoscenza per il servizio prestato per alcuni secoli nella Basilica di S. Giovanni in Laterano, Madre di tutte le chiese.
  • Del Santissimo Salvatore: è un richiamo alla costante devozione alimentata in due chiese di prestigio: quella romana di S. Giovanni in Laterano dedicata al Salvatore e quella bolognese del SS. Salvatore al centro città.
Canonici Regolari Lateranensi

La vita comune del clero, detta “vita canonica”, nei primi secoli del cristianesimo fiorì per iniziativa di vescovi o persone carismatiche che dettavano regole religiose. L’abitazione, detta “canonica”, domus canonica, fu desunta dalla “domus romana” di modello signorile urbano.
L’Ordine dei Canonici Regolari di S. Agostino (Ordo canonicus), diverso dall’Ordine monastico, ebbe il suo massimo splendore nei secoli XII e XIII e poi di nuovo nel ‘500 con numerosi monasteri riformati, raggruppati in Congregazioni centralizzate a partire dal sec. XV.
Nel 1700 iniziò un declino su tutti i fronti che culminò con le soppressioni delle case e l’incameramento dei loro beni da parte delle autorità religiose e governative.
Nel 1823 le due antiche congregazioni dei Lateranensi e dei Renani si fusero in un’unica Congregazione, includendo successivamente altre famiglie religiose: la Congregazione del SS. Corpo di Cristo di Cracovia (1859) e di S. Egidio di Verrès (1911).
Le famiglie Canonicali con la regola di S. Agostino sono riunite in una Confederazione fin dal 1959 e sono sparse in molte nazioni del mondo. Attraverso questo «Patto di Carità», tutte le Congregazioni canonicali si sostengono nel cammino comunitario spirituale e condividono la pastorale vocazionale giovanile e l’azione della nuova evangelizzazione e l’anelito missionario.
L’Ordine Canonicale non esclude alcun tipo di apostolato. La carità pastorale costituisce il principio interiore e dinamico del ministero sacerdotale nella vita comune. Con l’aiuto del Signore cerchiamo di unire l’impegno apostolico a favore del Popolo di Dio con l’ideale contemplativo, per crescere nella comunione intima con Gesù, alimentando la devozione verso la B. Vergine Maria, Madre del Salvatore e verso i Santi Canonici. A Gubbio siamo a servizio dei fedeli che salgono sul Monte Ingino per onorare S. Ubaldo (1095-1160), cittadino eugubino, vescovo e riformatore della vita canonicale. Sulle falde del Monte Foce (Calvo), nell’antico eremo di S. Ambrogio, è custodito il corpo incorrotto di un altro Canonico Regolare, il beato Arcangelo Canetoli (1460-1513).
La nostra vita canonicale è regolata prima di tutto dalla Regola di S. Agostino, breve, essenziale e moderata, poi dalla lunga Tradizione canonicale e infine da norme scritte raccolte nelle Costituzioni che invitano all’osservanza fedele degli atti comuni.
La Congregazione si regge grazie a coloro che vengono eletti nel Capitolo provinciale e accettano di presiedere nei vari ambiti, e sono: l’Abate generale, i Capitolari, i Visitatori, i Consiglieri, i Priori di comunità, gli Amministratori dei beni materiali. Essi sono invitati ad esercitare il servizio dell’autorità con lo scopo di promuovere la comunione fraterna e la povertà condivisa, tendendo al carisma migliore che è la carità fraterna, itinerario sicuro di sequela di Cristo Salvatore.
Tutti i singoli Canonici sono chiamati ad essere testimoni di unità nella Chiesa e nel mondo.
Attualmente noi siamo presenti a Roma, Napoli, Gubbio, Bologna, Castelfranco Veneto, Andora Marina e Verrès.
Esiste anche il ramo femminile di vita contemplativa delle Canonichesse Regolari Lateranensi di S. Agostino, quelle che fino a qualche decennio fa, risiedevano nel celebre monastero eugubino del Santo Spirito.